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| TITOLO: |
Gente di Roma |
| ANNO: |
2003 |
| DURATA: |
93 minuti |
| ORIGINE: |
Italia |
| COLORE: |
C |
| GENERE: |
Commedia |
| DISTRIBUZIONE: |
Istituto Luce |
| PRODUZIONE: |
Istituto Luce e Roma Cinematografica |
| DATA DI USCITA AL CINEMA: |
31 ottobre 2003 |
| DISPONIBILITA': |
in dvd dal 10 giugno 2004 |
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| REGIA: |
Ettore Scola |
| SOGGETTO: |
Ettore Scola |
| SCENEGGIATURA: |
Ettore, Paola e Silvia Scola |
| FOTOGRAFIA: |
Franco Di Giacomo |
| MUSICHE: |
Armando Trovajoli |
| SCENOGRAFIA: |
Ezio Di Monte |
| MONTAGGIO: |
Raimondo Crociani |
| COSTUMI: |
Susanna Soro |
| INTERPRETI: |
Valerio Mastandrea.....ragazzo sull'autobus
Arnoldo Foà
Stefania Sandrelli
Fiorenzo Fiorentini
Sabrina Impacciatore
Rolando Ravello |
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| TRAMA: |
Film a episodi che mostra alcune scene di vita romana. |
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| CURIOSITA': |
Arnoldo Foà ha vinto il nastro d'argento come miglior attore non protagonista per "Gente di Roma".
"Gente di Roma" ha aperto in anteprima mondiale la 20ª edizione del Festival EuropaCinema, in corso a Viareggio fino al 27 settembre del 2003.
Il film, uscito nelle sale il 31 ottobre 2003, è "un diario di appunti dalla Roma di oggi" racconta il regista Scola "E' un racconto a metà tra finzione e realtà in cui ho provato a mettere insieme i mille volti di una città difficilissima da rappresentare". "Il problema e il fascino di Roma risiedono nella sua storia estremamente ricca. Secoli e secoli di stratificazioni culturali che hanno radicato nella popolazione la coscienza della sua unicità, ma che l’hanno anche abituata ad accogliere lo straniero e romanizzarlo".
Il film è dedicato ad Alberto Sordi perché, rivela il regista, anche l’attore scomparso a febbraio avrebbe dovuto fare parte del cast: "Facendo un film sulla Capitale era impossibile non pensare a lui".
Gente di Roma, il cui titolo di lavorazione era "Giornalino romano", è stato integralmente girato in digitale ad alta definizione. "Uno strumento importante che può offrire al cinema opportunità nuove e maggiore versatilità - dice il regista -. Guai però ad elevarlo a dogma". "Il digitale deve restare un mezzo e non diventare un fine. Nel momento in cui lo si assumesse come scopo diventerebbe un limite per la stessa cinematografia". "La scelta artistica - conclude il regista -, deve avvenire a monte. Sarebbe illusorio identificarla con il semplice impiego di una nuova tecnica".
Valerio Mastandrea intrepreta il ragazzo sull'autobus. |
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CINEMA
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